Dallo stesso blocco possono nascere superfici profondamente diverse. Le definizioni delle superfici Ranieri raccolgono le finiture in cui queste differenze prendono forma, dalla pietra lasciata a vista agli smalti stesi a mano.
Una lascia leggibile la pietra e lavora sulla sua struttura minerale.
L’altra porta la lava nuovamente nel fuoco, aggiungendo smalto, colore e un linguaggio che appartiene alla tradizione ceramica.
Il punto di partenza però rimane lo stesso: la pietra lavica.
La differenza interessa il progetto prima ancora del prodotto, perché cambia il modo in cui la superficie reagisce alla luce, mostra la propria variazione, costruisce il colore e definisce i bordi.
Una materia, due modi di lavorare la superficie
Ranieri lavora differenti materiali di base — Compact, Texture, Lunar e Pumice — ciascuno con proprie caratteristiche.
Quando la lava viene lasciata leggibile, il lavoro interviene direttamente sulla materia: taglio, lavorazioni superficiali, texture e finiture mettono in evidenza struttura, densità e variazioni minerali.
Quando viene smaltata, alla pietra si aggiunge un nuovo livello.
Il fuoco lega lo smalto alla superficie e il colore entra nella lettura del materiale senza cancellarne completamente la natura.
La massa resta pietra. È la superficie a cambiare linguaggio.