Ranieri sceglie di non considerarli un errore, ma una materia ancora attiva.
In queste superfici l’imperfezione non è un effetto collaterale, ma il punto di partenza del progetto. Discontinuità, variazioni visive e irregolarità strutturali diventano elementi compositivi dichiarati.
Il riciclo, per Ranieri, non è una risposta formale alla sostenibilità, ma una scelta culturale che accetta la perdita di controllo come parte del linguaggio della materia.
La lava riciclata non cerca omogeneità né imitazione. Racconta una continuità fondata sulla trasformazione, dove ogni superficie porta visibile la propria origine.